Malalai Kakar
Ciao a tutti,
pubblico volentieri una lettera che mi hanno inviato.
Credo che certi fatti debbano farci riflettere, non per condannare ma per cercare di comprendere il contesto sociale in cui si formano delle mentalità distorte, piegate al più biego fanatismo.
In un momento in cui il nostro paese taglia (anche) i fondi per la cooperazione internazionale, dimenticando che le ingiustizie si ripercuotono in ogni angolo del mondo, non dobbiamo dimenticare che per avere pace dobbiamo avere giustizia, anche sociale...
"Cari amici,
mi sento profondamente addolorato in questo giorno in cui apprendo che Malalai Kakar è stata assassinata di fronte alla porta della sua casa.
Questa bella e coraggiosa donna afgana si era arruolata nella polizia per combattere gli abusi dei Talebani nei confronti delle donne, e in segno di rifiuto di tali abusi ha rigettato l'uso del velo. Un tale gesto, dicono, ha causato la sua sentenza di morte da parte di un gruppo di egocentrici fanatici che si credono Dio arrogandosi il diritto di parlare in Sua vece.
Io vi chiedo, per favore, di ritagliare un solo minuto del vostro tempo per dedicare, nel silenzio del vostro cuore, una preghiera per questa donna e per tutti coloro che lottano per la giustizia e per il bene degli altri, malgrado gli assassini li aspettino oltre la porta delle loro case.
Inoltre vi chiedo di non dimenticare mai che l'assassinio e il fanatismo non hanno colore politico, ne religoso e non sono al servizio di qualsivoglia forma di autentica spiritualità, essi servono un solo dio, l'Ego e la sua IGNORANZA.
Vi ringrazio,
Giovanni"
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