dinuovogiorno

“Si può ingannare qualcuno per molto tempo oppure molti per poco tempo ma non si possono ingannare molti per molto tempo”. Abraham Lincoln. Dopo lo squallore della politica nostrana (mediatico e non) e le stridenti contraddizioni di quella americana, dopo la notte il giorno verrà di nuovo...finalmente! Questo blog per la frequenza degli aggiornamenti non costituisce una testata giornalistica.Non può considerarsi assoggetabile alle norme per quest'ultime previste.

giovedì 26 marzo 2009

Naviganti italici
















Per dirla con una battuta, questo Governo (il Berlusconi Ter per chi non lo sapesse, peccato che non è un Paganini, altrimenti non si sarebbe ripetuto) ha risvegliato il mio ormai agonizzante senso civico e delle istituzioni.
Non ho mai firmato tante petizioni contro proposte di legge (ma bisognerebbe parlare di decreti visto l’utilizzo piuttosto disinvolto di questo strumento), mai rilasciato tanti commenti a forum e voti a pseudo-sondaggi (alcuni per la verità piuttosto banali) come in questi ultimi 12 mesi (tanti ne annovera questo Governo).
Il rischio che corriamo in seguito al moltiplicarsi di strumenti di opinione di questo tipo è di scambiarli per manifestazioni democratiche (come recarsi nelle odiate urne a votare il “meno peggio”). Ma forse tanti italiani si accontentano addirittura di partecipare al televoto del Grande fratello, per cacciare dalla casa dell’idiozia l’antipatico di turno: vuoi mettere come ti senti co-protagonista?
Mai come in questo periodo, dicevo, sento fischiare da dietro le orecchie nelle esternazioni dei Berluscones, il vento di una deriva populistica. Mai come in questo periodo avremmo invece bisogno di persone serie che dessero risposte sensate a problematiche complesse e reali (come si fa a liquidare con una pacca sulla spalle e con provocazioni sul poco darsi da fare, chi ha perso lavoro, dignità e futuro?). Eppure più i problemi sono insormontabili e più le risposte sono inadeguate e strampalate, la crisi economica mondiale la risolviamo con la deregulation in campo edilizio (ma cosa centra? forse è una sorta di di meccanismo un po’ traslato di keynesiana memoria, per creare occupazione con lo“scavare e riempire buche”?).
La sicurezza invece si risolve schierando prima le pattuglie militari (a presidio di che? della Metro Laurentina a Roma, che si sa è un pericoloso covo di delinquenti navigati?) poi con le ronde (pericolose e strampalate rievocano tempi non esattamente felici).
Questo solo per parlare di alcuni colpi di genio, che purtroppo sono solo la punta di un iceberg sempre più alla deriva. Tanto per parlare di altri incredibili capolavori italici di questa pantomima politica, mi piace citare che la Carlucci (non la Milly che forse avrebbe fatto meglio tra una pattinata e l’altra) ha presentato, dietro il solito paravento della sicurezza (si, sempre Lei, la sicurezza la carta vincente delle elezioni), una legge che proibisce ogni forma anonima di immissione e di scambio di contenuti on line. Tra l'altro, nel presentare nel sito la sua leggina la Carlucci ha realizzato un grottesco autogol: gli internauti infatti hanno subito scoperto che il file contenente la proposta in questione era stato creato originariamente da Univideo, l'associazione degli editori dei dvd (fonte l’Espresso).
Insomma se qualcuno ancora non lo avesse capito, non ci troviamo nel bel mezzo del film “Il dittatore dello stato libero di Bananas” ma questa è la nostra realtà, improbabile, tragicomica (ma non è questa la caratteristica dei regimi?) e che fa acqua da ogni parte, ma si sa gli italiani sono ottimi naviganti...

(foto: fonte internet)

giovedì 26 febbraio 2009

Caccia alle streghe

Ma cosa sta succedendo In Italia?

Mi illudevo che alla fine lo spirito di accoglienza e di solidarietà non si sarebbe piegato facilmente alle logiche della politica-spazzatura.

Il pericolo rappresentato dal controllo dell'informazione lo conoscevamo molto bene, e non abbiamo fatto nulla per fermare la deriva populista e mediatica dell'uomo solo al comando (che però faceva comodo ai tanti mediocri che ora lo circondano).
E questi i risultati:
Soru la vittima illustre, ha lasciato la terra sarda ai nuovi "conquistadores" forzitalioti (che non a caso hanno annunciato di voler modificare subito il piano paesaggistico). Il patron di Tiscali ha perso terreno a causa di una campagna personale dell'attuale premier, che naturalmente ha usato tutta la potenza di fuoco mediatica (che non è poca cosa) a sua totale disposizione.
Poi la cacciata del valido Mentana.Voleva oscurare l'osceno Grande Fratello nel giorno della morte della povera Eluana... questo il motivo ufficiale, ma Enrico è uno che pensa, e nei regimi il pensiero è un lusso che non è tollerato volentieri. Il significato chiaro e senza possibili fraintendimenti è quello di dare una lezione, ad ogni costo, nonostante la grande professionalità di Mentana (persino le perverse logiche commerciali impallidiscono di fronte a quelle politiche).
Poi gli stranieri.La diabolica norma delle denunce dei clandestini da parte dei medici (per ora è una possibilità, ma da qui all'obbligo è un batter d'ali).
Che la caccia alle streghe non è una cosa proprio nuova, lo si sapeva. Però è un fenomeno che con le moderne democrazie contemporanee (che io però definirei oligarchie) acquista nuove e variopinte sembianze.
Si tinge di ridicolo, di assurdo.Soprattutto se a ideare l'oscena politica è una schiera di rappresentati di un popolo che fino a qualche decina d'anni fa emigrava in massa, prima in America (ma sembra che i flussi siano destinati a ricominciare) poi in Germania, poi ancora in Inghilterra.
Insomma per "risollevarci" il morale non ci resta che il nucleare (naturalmente quello più obsoleto e costoso), troppo lontano da Palazzo Chigi però...

giovedì 12 febbraio 2009

Bonolis: l'uomo da un milione di dollari

Perchè Sanremo è Sanremo! Ovvero un nome una garanzia. Ma di cosa? Non certo di qualità, di musica di ottimo livello. Quanto di pubblicità, con qualche ospite straniero pagato centinaia di migliaia di euro per farsi un soggiorno alla facciaccia nostra. Quello che pensa? gli si legge in faccia: ma questi italiani sono un pò coglioni...
Eh già amico mio, hai capito tutto.
Prendi Bonolis, per carità simpatico, ma insomma sembra che è il padreterno dei conduttori. Non ricordo che il compianto Corrado abbia avuto i suoi ingaggi, era molto più umile, faceva delle trasmissioni rispettabili con grande stile (La Corrida, il Pranzo è servito).
Adesso no, dobbiamo avere quello che urla, che strilla come un forsennato.Quello che lungi dall'essere un artista, ma deve vendere un prodotto che semplicemente non interessa a nessuno.
Primo, il solito Festival, caricatura autoreferenziale (come tutto in Italia) opaca e incerta di un vero trampolino di lancio per gli artisti e le loro canzoni. Poi di Se Stesso, che definire sopravvalutato è in fondo essere molto ma molto magnanimi.Ma si sa noi siamo un pò coglioni, almeno quel tanto che basta a persone non eccezionali di avere ingaggi miliardari. Questo è il nostro grande paese!

lunedì 2 febbraio 2009

Giuseppe Gatì il ragazzo che difendeva la sua terra

Mi segnala un amico, Giuseppe anche lui, siciliano anche lui, che la breve vita di Giuseppe Gatì si è spenta a causa di un incidente sul lavoro. Giuseppe Gatì era uno di noi, solo che a differenza nostra che misuriamo tutto (le parole, soprattuto di fronte ai potenti), che ci schieriamo spesso dalla parte più comoda, che scegliamo strade sempre in pendenza negativa, Giuseppe non aveva paura. Un siciliano che amava la sua bellissima terra, e che aveva scelto di difenderla dal malcostume e dalla mentalità reticente.
Era diventato famoso grazie alla rete, e ora è la rete stessa che grazie a Facebook lo celebra, il suo blog è ancora lì nel www (per chi vuole fargli una visita http://www.lamiaterraladifendo.it/?p=47) L'ironia della sorte è che forse ora farà ancora più rumore.
Grazie Giuseppe per la tua breve ma intensa testimonianza.
Riporto un articolo, tratto da affaritaliani.it:

Facebook saluta Giuseppe Gatì, il "difensore della sua terra"

Lunedí 02.02.2009 11:26


Giuseppe Gatì
Giuseppe Gatì è morto. Lo celebra la rete. Più di 3mila persone lo salutano per l'ultima volta sul gruppo Giuseppe Gatì sei tutti noi, più di 700 lo ricordano su Giuseppe Gatì....Per non dimenticare..., oltre 100 gridano Siamo tutti Giuseppe Gatì!. Eppure è uno sconosciuto. Un perfetto ignoto.

22 anni, siciliano, studente all'Università, è rimasto folgorato un pomeriggio di fine gennaio, a Campobello di Licata, in provincia di Agrigento. Era a lavorare nel caseificio di proprietà del padre e inavvertitamente ha toccato un filo elettrico scoperto.

Proprio lui, che dal suo blog, aperto neanche un mese fa ("La mia terra la difendo"), lanciava le sue battaglie civili, invocava più diritti per tutti e si dichiarava "nato ad Agrigento, residente a Campobello di Licata e cittadino libero". Proprio lui è morto di lavoro, sul luogo di lavoro. Vivendo, fino ad allora, "per combattere il servilismo che ogni giorno di piu' avvolge il nostro Paese", scegliendo di rimanere in Sicilia, "di non andare via anche se vivere qui è duro, durissimo".

Minuto di statura, capelli scuri e occhi vivaci, diviene famoso il primo gennaio, quando Beppe Grillo gli dedica il primo post dell'anno, dal titolo "L'Italia rovesciata". Grillo racconta il gesto, eclatante, di Giuseppe. Un ragazzetto piccolo, con a stento un po' di barba sotto il mento, armato di telecamera, che d'un tratto si fa gigante e irrompe nel bel mezzo della presentazione di un libro cui è presente il sindaco di Salemi, Vittorio Sgarbi. Strattonato da un vigile, spintonato dai soliti in giacca e cravatta, guardato da una folla muta e sorpresa, Giuseppe inizia a urlare alla legalità: "Viva Caselli, viva il pool antimafia! Viva Caselli, viva il pool antimafia!". Una bestemmia, quasi. In seguito verrà allontanato dalla forza pubblica, sequestrato, portato in Questura e rinchiuso in una stanza. Ci rimarrà più di un'ora e mezza.

E' così, grazie a quel video che ben presto fa il giro della rete, che Gatì riceve l'onore delle cronache. Viene definito dallo stesso Grillo "un piccolo eroe, un fiore raro". Migliaia di persone arrivano sul suo blog. E poi i complimenti della cosidetta società civile, gli omaggi delle associazioni antimafia, i ringraziamenti di Sonia Alfano, figlia del giornalista Beppe, morto proprio lui per l'antimafia e contro la mafia.


Nel suo penultimo post, il 3 gennaio, Gatì giustifica la sua azione: "La contestazione è stata fatta in primis all'uomo Vittorio Sgarbi, a quello che ha fatto; lo avrei contestato qualsiasi fosse stato il suo schieramento. Per me, non c'è nessuna differenza tra Berlusconi e Veltroni, tra il Pd e il Pdl. Non mi riconosco affatto in questa attuale classe politica". Il che, s'intende, non significava affatto un abbandono all'apatia o uno scollamento dalla società: "Ho solo fatto il mio dovere di cittadino, informare chi stava li, di avere davanti un pregiudicato".

Fa un po' d'effetto vedere il suo blog ancora in rete, fermo all'ultimo post, datato 10 gennaio. Fa impressione leggere le sue parole, che si rifanno a quelle con cui Sciascia analizzò il carattere della sua terra. "La Sicilia è scomoda, ma viverla è possibile con orgoglio antico e altero".

E Giuseppe vive ancora, nella rete. Vive ricordato da Franco, che ammette di "essersi emozionato col suo coraggio"; vive abbracciato da Fausto, che ne saluta la famiglia; vive rievocato da Luna, che lo aizza a "urlare ancora, attraverso tutti noi: Viva Caselli, viva il pool antimafia"; ritorna a esistere nello sfogo di Berta Slow ("Nn si può morire a 20 anni...non si può...non è giusto...Cazzo!!!"). E soprattutto, vivono le nove parole che componevano il suo motto, diffuse sulle bacheche, negli status, tra le righe dei messaggi. Quella formula che ripeteva, puntualmente, alla fine di ogni discorso: "Questa è la mia terra e io la difendo".

di Francesco Oggiano

martedì 27 gennaio 2009

Irretiamo la rete

Solo la Cina e altri paese fortemente illiberali limitano l'uso di internet e della rete. In casa nostra hanno provato prima a debellare il fiorire di blog (leggi Levi) , perché non essendoci per definizione un editore non se ne riesce a controllare il contenuto, ora stanno tentando il colpaccio: controllare direttamente la rete.
E dire che anche l'Unione Europea si è espressa a più riprese contro qualsiasi tentativo di rendere soggetto al Grande Fratello anche il mondo di internet, dei suoi contenuti e del suo intreccio.
Non aggiungo altro, ognuno si faccia una sua idea, certo che anche chi non si sente internauta e rete dipendente si renderà conto del potere delle rete, soprattuto in un arco temporale di 10-15 anni. E poi la proposta è quantomeno discutibile perché va a toccare (tanto per parlare di una cosa insolita...) gli interessi delle concorrenti delle reti televisive del premier, YouTube per esempio...che trasmette contenuti gratuitamente sulla rete.

Buona lettura

di ALESSANDRO LONGO su Repubblica.it (27/01/2009)

UNA PROPOSTA di legge che, combattendo la pirateria digitale, spinge verso una censura del web. Una censura dall'alto, con un rigore mai visto prima in Italia. E a farne le spese potrebbero essere non solo gli utenti ma anche soggetti come YouTube, a vantaggio di Mediaset e delle emittenti che sentono violati i propri diritti d'autore.

Sono questi aspetti che stanno facendo divampare le polemiche, in rete, sulla prima proposta di legge arrivata al neonato Comitato tecnico governativo contro la pirateria digitale e multimediale. Il documento è trapelato sul web e pubblicato da Altroconsumo, associazione dei consumatori, che lo boccia allarmata: "Il provvedimento appare arcaico, protezionista e contrario agli interessi dei consumatori e dell'innovazione del mercato digitale".

"Ad inquietare sono numerosi punti di quella proposta", spiega a Repubblica.it Guido Scorza, avvocato tra i massimi esperti di internet in Italia. "Per prima cosa, si dà una delega in bianco al governo, per attuare nuove misura a difesa del diritto d'autore. I imponendo responsabilità, in caso di violazione, a utenti e a"prestatori di servizi della società dell'informazione". Chi sono questi soggetti? "Nella proposta si parla anche di provider internet, che però per il diritto comunitario, recepito in Italia, non possono essere responsabili di quanto fatto dai propri utenti. Pensiamo allora che la proposta voglia attribuire responsabilità, ora non certe sul piano giuridico, a soggetti come YouTube e a fornitori di hosting".


"Se passasse questa proposta, certo YouTube perderebbe la causa contro Mediaset e altre emittenti che lo denunciano per la presenza di materiale pirata sul portale", aggiunge Scorza. YouTube (e altri portali analoghi) chiuderebbe in Italia, subissato da cause perse, o sarebbe a cambiare molto il servizio solo per gli italiani.

La proposta non parla di misure contro gli utenti che violano il diritto d'autore (scaricando e condividendo file pirata), "ma quella delega in bianco non lascia presagire nulla di buono. Potrebbe essere la nota misura della disconnessione coatta degli utenti da internet, la cosiddetta dottina Sarkozy, che questo governo, la Siae e Fimi hanno già dichiarato di apprezzare". Dottrina che però è ancora in forse e ha già ricevuto una bocciatura dal parlamento europeo perché lesivo dei diritti degli utenti.

Sorprende poi un articolo, nella proposta, che con il diritto d'autore non ha niente a che vedere ma che ha il sapore della censura a 360 gradi: "Attribuzione di poteri di controllo alle Autorità di governo e alle forze dell'ordine per la salvaguardia su tali piattaforme telematiche del rispetto delle norme imperative, dell'ordine pubblico, del buon costume, ivi inclusa la tutela dei minori".

Insomma, una specie di commissione di censura di quello che sta sul web, come avviene per il cinema, ma con ricadute molto più pesanti: perché andrebbe a porre paletti alla possibilità di ciascun utente di leggere o pubblicare una notizia o un video d'informazione. Su uno sciopero non autorizzato, per esempio, o su alcuni fatti potenzialmente diffamanti per un politico. Si noti che una norma simile, il Child Safe Act, voluto da Bush, è appena stata dichiarata anticostituzionale negli Usa. L'Italia andrebbe quindi contro tendenza, se passasse la proposta.

A contorno di tutta la vicenda c'è un giallo. In rete i primi commenti hanno attribuito la proposta alla Siae, che siede al Comitato. La Siae nelle scorse ore ha smentito quest'attribuzione, ma senza entrare nel merito del documento. Ha smentito, insomma, solo di esserne il padre, ma non ne ha negato l'esistenza. Addetti ai lavori continuano però a sospettare che sia stata proprio la Siae a redigerlo. Il motivo è che il nome della Siae appare indicato come l'autore del documento, nelle proprietà del file della proposta di legge trapelato agli addetti ai lavori (e che Repubblica.it ha potuto leggere).

"Crediamo che adesso, dopo questa polemica, si possa tornare a discutere prendendo le distanze da quel documento. Così, del resto, il governo ci aveva promesso: il ministro Sandro Bondi (per i beni e le attività culturali) aveva detto infatti che la proposta di legge sarebbe arrivata al Comunicato solo dopo una consultazione con le varie parti", dice Marco Pierani, responsabile rapporti istituzionali di Altroconsumo. Consultazione che ancora non è avvenuta. Ecco perché i consumatori si sono sentiti traditi all'arrivo di questa proposta di legge.

sabato 17 gennaio 2009

Notizie dalla Terra Santa

Ciao a tutti bentrovati.
Riprendo a scrivere dopo un periodo di "riflessione", e lo faccio parlando delle drammatiche vicende della crisi del Medio Oriente. Vorrei dar voce a chi vive sul posto questa straziante realtà, e non si limita a dare un giudizio leggendo qua e là qualche notizia di cronaca.

CREDO CHE MAI COME IN QUESTA VICENDA LA STRUMENTALIZZAZIONE DELLA STAMPA SIA EVIDENTE.


Buona lettura




Notizie dalla Terra Santa

bollettino indipendente di www.TerraSantaLibera.org

Anno IV, n. 3, del 3 gennaio 2009


Vittorio Arrigoni da Gaza:

testimonianza di amicizia, coraggio e buona volontà

TerraSantaLibera.org

Dublino ore 18 - Gaza ore 20

Dublino ore 21 - Gaza ore 23

Sono le sei di sera quando riesco a prendere la linea con Gaza. Ci abbiamo provato tutto il giorno ma senza successo. O la linea cadeva, o rispondeva in automatica un'operatrice che, nell'idioma oggi in uso in Israele, ci informava che l'utente non era al momento raggiungibile, di riprovare più tardi.

Sempre che il futuro avesse riservato un "più tardi" alle persone che cercavamo di contattare.

Finalmente però, anche se flebile, una voce ci risponde, ed è quella di Vittorio Arrigoni, unico italiano rimasto a Gaza per testimoniare dei crimini di guerra compiuti dai leader israeliani e per offrire il proprio contributo come volontario presso l'ospedale di Gaza, o quel che ne rimane.

Sì, quel Vittorio Arrigoni di "guerrillaradio", blog non allineato e controcorrente, che esprime una voce fuori dal coro, fuori dai denti, ma vera e genuina, anche se potrebbe a volte sembrare un po' troppo cruda.

Qualcuno si potrebbe chiedere cosa c'entrano Vittorio ed il suo blog con questo sito dal taglio cattolico.

Vittorio c'entra, e c'entra molto più di tante voci "cattoliche", che se ne stanno zitte ed acquattate, mute ed intimorite per non "rovinare il dialogo in corso con i fratelli maggiori", comodamente, ipocritamente, maniacalmente ecumeniche, meglio ancora dire "ecumaniacali". Voci che quando, per rimorso di coscienza, condannano i massacri compiuti da Israele, immediatamente evidenziano la loro distanza da Hamas, "gruppo terroristico" che ha "l'intera responsabilità se la pace con Israle ancora non si è potuta stabilire".

Come se a Gaza ed in Palestina fosse in corso una guerra, tra due Stati contendenti, e non il tentativo, da 60 anni ancora con completato, di pulizia etnica della popolazione araba, che ancora una Patria definita ed indipendente non può dire d'averla.

Quando sentiamo parlare di "Governo della Autonomia Palestinese" ci viene da ridere, non fosse che c'è da piangere, perchè non esiste alcuna "Autonomia Palestinese", nè un territorio o un area che non sia sotto il totale ed incontrastato dominio israeliano, militarmente, politicamente, legislativamente, economicamente.

Questa premessa è d'obbligo, per stabilire che persone come Vittorio Arrigoni, indipendentemente dalle posizioni ideali personali che ci potrebbero, apparentemente, distinguere, hanno diritto più di chiunque altro alla nostra stima e rispetto, ammirazione e amicizia, perchè ci danno la misura e l'esempio, praticamente, senza tante cialtronerie ciarliere, di cosa significhi l'enunciato di evangelica memoria "Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici"(Gv.15, 12-14)

Premesso che a noi basta la prova di generoso altruismo di Vittorio, sperando vivamente che egli non debba darcene conferma sino all'estremo sacrificio di se stesso.

Sono circa le sei di sera quindi, quando Vittorio risponde, con voce affannata, alla mia richiesta se, innanzitutto, fosse ancora tutto intero:

"Ciao!, Sì, sto bene, ma sono per strada, al buio, sulla via di casa, richiamami tra un'ora, perchè le luci e i sensori del cellulare possono attirare l'attenzione degli elicotteri che sempre ci svolazzano sulle teste e potrei diventare un facile bersaglio".

"Sei sicuro che non ti disturbo? Non vai a riposare?", chiedo io.

"Ma figurati...e come si fa a dormire con il suono delle bombe che in continuazione vengono sganciate ovunque, sapendo di poter comunque essere il prossimo bersaglio?", ci risponde.

Di far correre un rischio tale a Vittorio non abbiamo proprio intenzione. Attacchiamo e richiamiamo dopo 3 ore, per maggior sicurezza.

Sono le 11 di sera a Gaza, quando Vittorio riceve la nostra nuova chiamata.

Di nuovo non è facile riuscire a prendere la linea, ma alla fine ce la facciamo, e anche se il segnale è debole e la voce va e viene, riusciamo comunque a parlarci un po'.

"Allora Vittorio, adesso sei al coperto? Possiamo parlare?"

"Sì, adesso sono a casa"

"Come è andata oggi? Sappiamo, dall'amico Yxx, che ti hanno fatto fare un corso accelerato per inserire le endovena e poter aiutare come ambulanziere"

"Oggi siamo riusciti a fare poco con le ambulanze. A parte che ce ne sono rimaste pochissime funzionanti, stavamo per uscire, per andare a soccorrere una famiglia la cui casa era stata centrata dall'aviazione israeliana, diversi anche i bambini morti, ma non abbiamo pouto fare che pochi metri fuori dall'ospedale. Siamo usciti in due ambulanze, ma ci siamo trovati subito di fronte "i rapaci" (gli elicotteri Apaches dell'aviazione sionista, ndr), che hanno scatenato l'inferno e hanno colpito la prima ambulanza. Uno scempio. Siamo duvuti rientrare di corsa. Ti rendi conto? Sparano sulla "croce rossa". Sono dei criminali"

"Non avevamo dubbi in merito, caro Vittorio"

"Cosa succede dalle vostre parti? La gente si muove? Protesta per questi crimini?"

"Caro amico, un po' di persone si danno da fare, fanno dichiarazioni, manifestano, ma tu sai nelle mani di chi è tutta l'informazione...e perciò molti non sanno neppure quel che accade veramente, perchè televisione e giornali dicono quel che Israele vuole che si dica, attraverso i suoi tirapiedi. Pensa che la Livni ha detto che non esiste emergenza umanitaria a Gaza, che loro sanno di cosa avete bisogno e che ve lo faranno avere"

"Certo. Ce ne stiamo accorgendo. Qui non è arrivato nulla, a parte le bombe. Nell'ospedale la situazione è drammatica oltre l'immaginabile. Non si riescono quasi neppure ad andare a soccorrere i feriti. Gli israeliani accusano gli altri di negazionismo, ma sono loro i primi a fare negazionismo, negando un olocausto che è sotto gli occhi di tutti. È per quello che vorrebbero tutti gli internazionali fuori da Gaza, per non avere testimoni scomodi. Io di qua non mi muovo"

La linea va e viene. Ogni tanto non riusciamo a sentirci. Non voglio neppure fargli consumare la carica del telefono, cosa preziosa in un luogo dove l'elettrictà e misurata col contagocce.

"Vittorio mi senti?"

"Sì, male ma ti sento"

"Allora Vittorio, restiamo daccordo che ci aggiorniamo domani. Intanto pubblico tutto sul mio sito e mando le newsletter, come Angela fa sul suo InfoPal e altri amici sui loro. Cerchiamo di fare il possibile attraverso la rete. Tu pensa a restare vivo e tutto d'un pezzo. Buona fortuna amico, a domani, Inshallah"

"Inshallah, amico, Inshallah"

Cade la comunicazione. Stringiamo le mascelle dalla rabbia. Vorremmo essere lì con lui. Ma ognuno ha il suo ruolo, le sue responsabilità, i suoi tempi. Noi saremo in Terra Santa fra qualche settimana.
"E il servo fannullone gettatelo fuori nelle tenebre; là sarà pianto e stridor di denti"(Mt.25, 30-31)

La Redazione di www.TerraSantaLibera.org

venerdì 19 dicembre 2008

Politica: "affari" loro

Quest'anno sarà un Natale diverso per molte famiglie. Siamo nell'occhio del ciclone della crisi economica! Migliaia di lavoratori sono alle prese con la cassa integrazione (che registra un'impennata negli ultimi mesi), con la mobilità incentivata (il lavoratore si dimette in cambio di una manciata di mensilità, per evitare, in alcuni casi, il fallimento dell'azienda e nei casi peggiori la perdita del TFR). Altri ancora accettano di essere "degradati" pur di restare in azienda: è il caso di molti manager italiani che si ripropongono come quadri pur di mantenere il posto di lavoro (con molti meno benefici economici) che ad oggi difficilmente potrebbero ritrovare.
E intanto i settori auto, informatico e tlc sono i più colpiti, management incapaci di trovare soluzioni aziendali, soluzioni che in realtà dovrebbe proporre la politica in maniera bipartisan. Sono le prime vittime di una politica che ha puntato sullo stallo della politica salariale (a favore dell'industria, che ha aumentato i suoi guadagni negli ultimi anni e della finanza che ha gonfiato oltre ogni misura il valore delle aziende), sulla precarizzione del lavoro (processo iniziato già da una decina d'anni) e sul sostanziale peggioramento delle condizioni di lavoro.
Se va bene, il Natale sarà un più magro (è il caso dei dipendenti di alcune aziende e istituti di credito che stanno vedendo i loro"bonus" ridimensionati) se va male dovranno fare i conti con un improvviso peggioramento delle proprie condizioni economiche. Gli unici che non fanno le spese di questa crisi saranno i nostri politici.
Se anche loro fossero pagati per i risultati che ottengono, i loro bonus (ipotetici) dovrebbero essere soppressi, se fosse l'indice di gradimento a dettare legge, basta vedere i risultati delle elezioni regionali dell'Abruzzo per rendersi conto che ha vinto il partito dell'astensionismo (che a dirla tutta non denota una passione dei cittadini per la politica nostrana).
Mentre i partiti parlano di questione etica, in un momento in cui si scoperchiano nuove losche sinergie tra la politica e l'impresa, ma poi nessuno prende atto del degrado e si dimette di conseguenza ; "andiamo avanti" dichiarano. Sarebbe meglio che gridassero "Avanti Savoia" o "Avanti popolo" a seconda della bandiera che impugnano.
A questo punto morto della nostra economia, abbiamo proprio bisogno di gente seria (ora come non mai), che non pensi solo a come ricavare un vantaggio personale (o di una ristretta cerchia di persone) dalla propria posizione di potere. Ma forse mi illudo, perché politica e malaffare sono un'accoppiata inscindibile, e l'uno non esiste senza l'altro, l'uno esiste e si sostiene grazie all'altro.
Ecco perché siamo messi così male!

Mesothelioma Cancer
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