dinuovogiorno

“Si può ingannare qualcuno per molto tempo oppure molti per poco tempo ma non si possono ingannare molti per molto tempo”. Abraham Lincoln. Dopo lo squallore della politica nostrana (mediatico e non) e le stridenti contraddizioni di quella americana, dopo la notte il giorno verrà di nuovo...finalmente! Questo blog per la frequenza degli aggiornamenti non costituisce una testata giornalistica.Non può considerarsi assoggetabile alle norme per quest'ultime previste.

martedì 27 gennaio 2009

Irretiamo la rete

Solo la Cina e altri paese fortemente illiberali limitano l'uso di internet e della rete. In casa nostra hanno provato prima a debellare il fiorire di blog (leggi Levi) , perché non essendoci per definizione un editore non se ne riesce a controllare il contenuto, ora stanno tentando il colpaccio: controllare direttamente la rete.
E dire che anche l'Unione Europea si è espressa a più riprese contro qualsiasi tentativo di rendere soggetto al Grande Fratello anche il mondo di internet, dei suoi contenuti e del suo intreccio.
Non aggiungo altro, ognuno si faccia una sua idea, certo che anche chi non si sente internauta e rete dipendente si renderà conto del potere delle rete, soprattuto in un arco temporale di 10-15 anni. E poi la proposta è quantomeno discutibile perché va a toccare (tanto per parlare di una cosa insolita...) gli interessi delle concorrenti delle reti televisive del premier, YouTube per esempio...che trasmette contenuti gratuitamente sulla rete.

Buona lettura

di ALESSANDRO LONGO su Repubblica.it (27/01/2009)

UNA PROPOSTA di legge che, combattendo la pirateria digitale, spinge verso una censura del web. Una censura dall'alto, con un rigore mai visto prima in Italia. E a farne le spese potrebbero essere non solo gli utenti ma anche soggetti come YouTube, a vantaggio di Mediaset e delle emittenti che sentono violati i propri diritti d'autore.

Sono questi aspetti che stanno facendo divampare le polemiche, in rete, sulla prima proposta di legge arrivata al neonato Comitato tecnico governativo contro la pirateria digitale e multimediale. Il documento è trapelato sul web e pubblicato da Altroconsumo, associazione dei consumatori, che lo boccia allarmata: "Il provvedimento appare arcaico, protezionista e contrario agli interessi dei consumatori e dell'innovazione del mercato digitale".

"Ad inquietare sono numerosi punti di quella proposta", spiega a Repubblica.it Guido Scorza, avvocato tra i massimi esperti di internet in Italia. "Per prima cosa, si dà una delega in bianco al governo, per attuare nuove misura a difesa del diritto d'autore. I imponendo responsabilità, in caso di violazione, a utenti e a"prestatori di servizi della società dell'informazione". Chi sono questi soggetti? "Nella proposta si parla anche di provider internet, che però per il diritto comunitario, recepito in Italia, non possono essere responsabili di quanto fatto dai propri utenti. Pensiamo allora che la proposta voglia attribuire responsabilità, ora non certe sul piano giuridico, a soggetti come YouTube e a fornitori di hosting".


"Se passasse questa proposta, certo YouTube perderebbe la causa contro Mediaset e altre emittenti che lo denunciano per la presenza di materiale pirata sul portale", aggiunge Scorza. YouTube (e altri portali analoghi) chiuderebbe in Italia, subissato da cause perse, o sarebbe a cambiare molto il servizio solo per gli italiani.

La proposta non parla di misure contro gli utenti che violano il diritto d'autore (scaricando e condividendo file pirata), "ma quella delega in bianco non lascia presagire nulla di buono. Potrebbe essere la nota misura della disconnessione coatta degli utenti da internet, la cosiddetta dottina Sarkozy, che questo governo, la Siae e Fimi hanno già dichiarato di apprezzare". Dottrina che però è ancora in forse e ha già ricevuto una bocciatura dal parlamento europeo perché lesivo dei diritti degli utenti.

Sorprende poi un articolo, nella proposta, che con il diritto d'autore non ha niente a che vedere ma che ha il sapore della censura a 360 gradi: "Attribuzione di poteri di controllo alle Autorità di governo e alle forze dell'ordine per la salvaguardia su tali piattaforme telematiche del rispetto delle norme imperative, dell'ordine pubblico, del buon costume, ivi inclusa la tutela dei minori".

Insomma, una specie di commissione di censura di quello che sta sul web, come avviene per il cinema, ma con ricadute molto più pesanti: perché andrebbe a porre paletti alla possibilità di ciascun utente di leggere o pubblicare una notizia o un video d'informazione. Su uno sciopero non autorizzato, per esempio, o su alcuni fatti potenzialmente diffamanti per un politico. Si noti che una norma simile, il Child Safe Act, voluto da Bush, è appena stata dichiarata anticostituzionale negli Usa. L'Italia andrebbe quindi contro tendenza, se passasse la proposta.

A contorno di tutta la vicenda c'è un giallo. In rete i primi commenti hanno attribuito la proposta alla Siae, che siede al Comitato. La Siae nelle scorse ore ha smentito quest'attribuzione, ma senza entrare nel merito del documento. Ha smentito, insomma, solo di esserne il padre, ma non ne ha negato l'esistenza. Addetti ai lavori continuano però a sospettare che sia stata proprio la Siae a redigerlo. Il motivo è che il nome della Siae appare indicato come l'autore del documento, nelle proprietà del file della proposta di legge trapelato agli addetti ai lavori (e che Repubblica.it ha potuto leggere).

"Crediamo che adesso, dopo questa polemica, si possa tornare a discutere prendendo le distanze da quel documento. Così, del resto, il governo ci aveva promesso: il ministro Sandro Bondi (per i beni e le attività culturali) aveva detto infatti che la proposta di legge sarebbe arrivata al Comunicato solo dopo una consultazione con le varie parti", dice Marco Pierani, responsabile rapporti istituzionali di Altroconsumo. Consultazione che ancora non è avvenuta. Ecco perché i consumatori si sono sentiti traditi all'arrivo di questa proposta di legge.

sabato 17 gennaio 2009

Notizie dalla Terra Santa

Ciao a tutti bentrovati.
Riprendo a scrivere dopo un periodo di "riflessione", e lo faccio parlando delle drammatiche vicende della crisi del Medio Oriente. Vorrei dar voce a chi vive sul posto questa straziante realtà, e non si limita a dare un giudizio leggendo qua e là qualche notizia di cronaca.

CREDO CHE MAI COME IN QUESTA VICENDA LA STRUMENTALIZZAZIONE DELLA STAMPA SIA EVIDENTE.


Buona lettura




Notizie dalla Terra Santa

bollettino indipendente di www.TerraSantaLibera.org

Anno IV, n. 3, del 3 gennaio 2009


Vittorio Arrigoni da Gaza:

testimonianza di amicizia, coraggio e buona volontà

TerraSantaLibera.org

Dublino ore 18 - Gaza ore 20

Dublino ore 21 - Gaza ore 23

Sono le sei di sera quando riesco a prendere la linea con Gaza. Ci abbiamo provato tutto il giorno ma senza successo. O la linea cadeva, o rispondeva in automatica un'operatrice che, nell'idioma oggi in uso in Israele, ci informava che l'utente non era al momento raggiungibile, di riprovare più tardi.

Sempre che il futuro avesse riservato un "più tardi" alle persone che cercavamo di contattare.

Finalmente però, anche se flebile, una voce ci risponde, ed è quella di Vittorio Arrigoni, unico italiano rimasto a Gaza per testimoniare dei crimini di guerra compiuti dai leader israeliani e per offrire il proprio contributo come volontario presso l'ospedale di Gaza, o quel che ne rimane.

Sì, quel Vittorio Arrigoni di "guerrillaradio", blog non allineato e controcorrente, che esprime una voce fuori dal coro, fuori dai denti, ma vera e genuina, anche se potrebbe a volte sembrare un po' troppo cruda.

Qualcuno si potrebbe chiedere cosa c'entrano Vittorio ed il suo blog con questo sito dal taglio cattolico.

Vittorio c'entra, e c'entra molto più di tante voci "cattoliche", che se ne stanno zitte ed acquattate, mute ed intimorite per non "rovinare il dialogo in corso con i fratelli maggiori", comodamente, ipocritamente, maniacalmente ecumeniche, meglio ancora dire "ecumaniacali". Voci che quando, per rimorso di coscienza, condannano i massacri compiuti da Israele, immediatamente evidenziano la loro distanza da Hamas, "gruppo terroristico" che ha "l'intera responsabilità se la pace con Israle ancora non si è potuta stabilire".

Come se a Gaza ed in Palestina fosse in corso una guerra, tra due Stati contendenti, e non il tentativo, da 60 anni ancora con completato, di pulizia etnica della popolazione araba, che ancora una Patria definita ed indipendente non può dire d'averla.

Quando sentiamo parlare di "Governo della Autonomia Palestinese" ci viene da ridere, non fosse che c'è da piangere, perchè non esiste alcuna "Autonomia Palestinese", nè un territorio o un area che non sia sotto il totale ed incontrastato dominio israeliano, militarmente, politicamente, legislativamente, economicamente.

Questa premessa è d'obbligo, per stabilire che persone come Vittorio Arrigoni, indipendentemente dalle posizioni ideali personali che ci potrebbero, apparentemente, distinguere, hanno diritto più di chiunque altro alla nostra stima e rispetto, ammirazione e amicizia, perchè ci danno la misura e l'esempio, praticamente, senza tante cialtronerie ciarliere, di cosa significhi l'enunciato di evangelica memoria "Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici"(Gv.15, 12-14)

Premesso che a noi basta la prova di generoso altruismo di Vittorio, sperando vivamente che egli non debba darcene conferma sino all'estremo sacrificio di se stesso.

Sono circa le sei di sera quindi, quando Vittorio risponde, con voce affannata, alla mia richiesta se, innanzitutto, fosse ancora tutto intero:

"Ciao!, Sì, sto bene, ma sono per strada, al buio, sulla via di casa, richiamami tra un'ora, perchè le luci e i sensori del cellulare possono attirare l'attenzione degli elicotteri che sempre ci svolazzano sulle teste e potrei diventare un facile bersaglio".

"Sei sicuro che non ti disturbo? Non vai a riposare?", chiedo io.

"Ma figurati...e come si fa a dormire con il suono delle bombe che in continuazione vengono sganciate ovunque, sapendo di poter comunque essere il prossimo bersaglio?", ci risponde.

Di far correre un rischio tale a Vittorio non abbiamo proprio intenzione. Attacchiamo e richiamiamo dopo 3 ore, per maggior sicurezza.

Sono le 11 di sera a Gaza, quando Vittorio riceve la nostra nuova chiamata.

Di nuovo non è facile riuscire a prendere la linea, ma alla fine ce la facciamo, e anche se il segnale è debole e la voce va e viene, riusciamo comunque a parlarci un po'.

"Allora Vittorio, adesso sei al coperto? Possiamo parlare?"

"Sì, adesso sono a casa"

"Come è andata oggi? Sappiamo, dall'amico Yxx, che ti hanno fatto fare un corso accelerato per inserire le endovena e poter aiutare come ambulanziere"

"Oggi siamo riusciti a fare poco con le ambulanze. A parte che ce ne sono rimaste pochissime funzionanti, stavamo per uscire, per andare a soccorrere una famiglia la cui casa era stata centrata dall'aviazione israeliana, diversi anche i bambini morti, ma non abbiamo pouto fare che pochi metri fuori dall'ospedale. Siamo usciti in due ambulanze, ma ci siamo trovati subito di fronte "i rapaci" (gli elicotteri Apaches dell'aviazione sionista, ndr), che hanno scatenato l'inferno e hanno colpito la prima ambulanza. Uno scempio. Siamo duvuti rientrare di corsa. Ti rendi conto? Sparano sulla "croce rossa". Sono dei criminali"

"Non avevamo dubbi in merito, caro Vittorio"

"Cosa succede dalle vostre parti? La gente si muove? Protesta per questi crimini?"

"Caro amico, un po' di persone si danno da fare, fanno dichiarazioni, manifestano, ma tu sai nelle mani di chi è tutta l'informazione...e perciò molti non sanno neppure quel che accade veramente, perchè televisione e giornali dicono quel che Israele vuole che si dica, attraverso i suoi tirapiedi. Pensa che la Livni ha detto che non esiste emergenza umanitaria a Gaza, che loro sanno di cosa avete bisogno e che ve lo faranno avere"

"Certo. Ce ne stiamo accorgendo. Qui non è arrivato nulla, a parte le bombe. Nell'ospedale la situazione è drammatica oltre l'immaginabile. Non si riescono quasi neppure ad andare a soccorrere i feriti. Gli israeliani accusano gli altri di negazionismo, ma sono loro i primi a fare negazionismo, negando un olocausto che è sotto gli occhi di tutti. È per quello che vorrebbero tutti gli internazionali fuori da Gaza, per non avere testimoni scomodi. Io di qua non mi muovo"

La linea va e viene. Ogni tanto non riusciamo a sentirci. Non voglio neppure fargli consumare la carica del telefono, cosa preziosa in un luogo dove l'elettrictà e misurata col contagocce.

"Vittorio mi senti?"

"Sì, male ma ti sento"

"Allora Vittorio, restiamo daccordo che ci aggiorniamo domani. Intanto pubblico tutto sul mio sito e mando le newsletter, come Angela fa sul suo InfoPal e altri amici sui loro. Cerchiamo di fare il possibile attraverso la rete. Tu pensa a restare vivo e tutto d'un pezzo. Buona fortuna amico, a domani, Inshallah"

"Inshallah, amico, Inshallah"

Cade la comunicazione. Stringiamo le mascelle dalla rabbia. Vorremmo essere lì con lui. Ma ognuno ha il suo ruolo, le sue responsabilità, i suoi tempi. Noi saremo in Terra Santa fra qualche settimana.
"E il servo fannullone gettatelo fuori nelle tenebre; là sarà pianto e stridor di denti"(Mt.25, 30-31)

La Redazione di www.TerraSantaLibera.org

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